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2004/1 Istituto "Giannina Gaslini"







 

 

AREA STAMPA


F O N D A Z I O N E
CARLO CAETANI DELLA FARGNA


DOSSIER 2004 N.1

ISTITUO "GIANNINA GASLINI"
OSPEDALE PEDIATRICO


L’Istituto G.Gaslini, fondato nel 1939 grazie al volere ed ai finanziamenti del senatore Gerolamo Gaslini e di sua moglie Lorenza in memoria della figlia Giannina, è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) di diritto pubblico, riconoscimento conferito nel 1959 dal Ministero della Sanità. Nell’Istituto operano circa duemila persone tra sanitari e non, il suo scopo è quello di garantire la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione dei pazienti infantili, di promuovere e di attuare la ricerca scientifica biomedica, di garantire un eccellente organizzazione e gestione dei servizi sanitari di pressoché tutte le specialità pediatriche e si occupa inoltre della formazione continua ed aggiornata degli operatori sanitari. Oggi c’è un grande interesse da parte dell’opinione pubblica nei confronti di questa Istituzione, anche grazie al supporto mediatico delle televisioni, della carta stampata e della rete Internet, che danno opportuno risalto alle numerose iniziative, quali spettacoli televisivi, musicali e sportivi, dove personaggi conosciuti dal grande pubblico si cimentano in diverse discipline. Tutto ciò viene fatto per reperire fondi per l’acquisto di macchinari necessari sia per la ricerca scientifica che per la cura dei piccoli pazienti. Tra le iniziative di grande rilievo promosse dalla fondazione Gaslini ricordiamo la Conferenza Internazionale “Children and the Mediterranean” sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza nei Paesi del Mediterraneo, voluta per sostenere obiettivi quali l’accresciuta consapevolezza dei diritti del bambino presso soggetti pubblici e privati coinvolti nelle politiche e negli interventi per l’infanzia; la migliore conoscenza e comprensione delle condizioni di vita dei bambini dell’Area Mediterranea; un più efficace scambio di conoscenze medico-scientifiche a livello pediatrico tra paesi con diverso livello di industrializzazione; e la condivisione di politiche innovative e di iniziative pilota capaci di favorire la crescita del bambino in quanto persona. La Conferenza ha poi sostenuto la nascita dell’”Istituto Mediterraneo dell’Infanzia” quale operatore permanente per la promozione dei diritti del bambino nel contesto della cooperazione euro-mediterranea, che lavorerà sulle due proposte emerse durante la Conferenza: “la mappa dal bambino mediterraneo” e l’”indice del benessere del bambino”. La “Mappa del bambino mediterraneo”, frutto della collaborazione di Lynkeus con Censis e con qualificati istituti di ricerca dell’area del Mediterraneo, presenta un quadro statistico delle condizioni dell’infanzia mediterranea, insieme alle considerazioni interpretative dei dati. Le prossime edizioni del Rapporto verranno realizzate proprio dall’Istituto Mediterraneo per l’Infanzia, mentre gli Istituti che hanno fino ad ora collaborato al Rapporto sono: World Bank, Institut de la Méditerranée (Marsiglia), ACEV-Mother Child Education Foundation (Istanbul), American University of Beirut, Royal Scientific Society (Amman), Arab Urban Development Institute (Ryad), Istituto degli Innocenti (Firenze), GEREV-Groupe d'Etudes et de Recherches sur l'Enfant et la Ville (Rabat). La Mappa si articola in 6 capitoli: Indicatori demografici, Alimentazione, Salute, Istruzione, Indicatori economici, Indicatori sociali. Il rapporto costituirà la base statistica di riferimento per la definizione di un “Indice del Benessere del bambino nel Mediterraneo”, tema affrontato da un workshop della Conferenza. Dal rapporto emerge che nel Mediterraneo vi sono 233 milioni di bambini e ragazzi di età compresa fra gli zero e i venti anni: il 65% di essi vive nell’area del Mediterraneo Sud, dove costituisce più del 48% della popolazione totale, mentre il 35% si trova nell’area del Mediterraneo Nord, dove costituisce meno del 28% della popolazione. Mentre ad oggi la situazione demografica attuale appare piuttosto differenziata nelle diverse aree geografiche analizzate (Penisola Arabica, Nord Africa, costa Est del Mediterraneo, Europa dell’est, Europa del sud), la proiezione al 2050 della popolazione per gruppi di età mostra una sostanziale convergenza di queste aree considerate sui valori dell’Europa del Sud. Ad una prima stesura della Mappa, ne seguiranno altre edizioni nei prossimi anni.

 

 


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