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LA PRESENZA E IL RUOLO
DEI GENITORI NELLA
SCUOLA DELL'AUTONOMIA

Autonomia e spazi di pertinenza dei genitori
di Rossano Caldari

Autonomia e collaborazione tra docenti e genitori
di Antonella Ubaldi

Autonomia nella scuola media superiore
di Massimo Bertuccioli

Un patto pedagogico
tra scuola e famiglia

di Floriana Falcinelli


 

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AUTONOMIA E COLLABORAZIONE TRA DOCENTI
E GENITORI  NELLA SCUOLA MEDIA

ANTONELLA UBALDI

Dirigente scolastico della Scuola Media di San Sisto, Perugia
DOCUMENTI

da un progetto dell'Associazione Genitori di Perugia


La scuola media è stata unificata nel 1962. Fino al 1979 ha conservato un forte spessore culturale. Nel 1979 i Programmi sono stati rinnovati assumendo un'impronta prettamente orientativa. Sono state fatte varie sperimentazioni: il bilinguismo che nasce dalla necessità di venire incontro ad una forte richiesta di studio della lingua inglese (il bilinguismo si può applicare anche al tempo normale effettuando dei rientri) e il tempo prolungato, in cui l'orario viene portato da 30 a 36 ore (in questo modo si potenzia il tempo scuola permettendo la compresenza e l'istituzione di laboratori).

Nei primi anni il tempo prolungato è stato ricco di progetti, ma con il passare degli anni questo fermento si è un po' affievolito rischiando in alcuni casi di perdere il suo significato. Resta comunque il valore orientativo della scuola media per cui tutte le discipline studiate ricoprono la stessa importanza per permettere ai ragazzi di scoprire quali possono essere i loro interessi più autentici. Con l'introduzione della legge sull'autonomia vi sono stati dei cambiamenti sostanziali, anche per ciò che riguarda le ore curricolari che si possono ridurre del 15% a favore di progetti , di laboratori stabili, e tutte quelle attività che possono essere orientative per i ragazzi.

La scuola media deve mettere in condizione di scegliere, incoraggiando le attitudini di ciascuno, non stabilendo dall'alto un tipo di cultura standardizzata (letteraria, filosofica, matematica). Per poter realizzare una scuola sì fatta c'è bisogno di uno scambio di informazione tra scuola e famiglia; trovare maggiori spazi di incontro, abituarsi ad una progettazione fatta per tempo (l'anno prima per l'anno dopo) per poter progettare insieme ai genitori che devono ricevere tutte le informazioni necessarie per poter dare la loro adesione partecipata e il loro contributo. E' chiaro che in questa ottica anche i genitori devono poter trovare tempi ed entusiasmo per poter collaborare.

D'altra parte i genitori sono una risorsa nella scuola dell'autonomia da un punto di vista di esperienze, di idee, ma anche economico. Nella scuola i rappresentanti dei genitori assumono un ruolo molto importante, ma reso difficile dalla mancanza di collaborazione di tutti i genitori. Spesso i rappresentanti hanno la sensazione di rappresentare solo se stessi, in quanto una volta eletti vengono lasciati soli da tutti gli altri e finiscono per assumere o un atteggiamento passivo e di consenso per tutto ciò che viene loro proposto, o di eccessivo controllo e rigidità, atteggiamento che non garantisce certo il dialogo tra scuola e famiglie.

La partecipazione è nel mezzo, nel cercare cioè proposte condivisibili. E' proprio la condivisione alla base di un buon rapporto tra genitori e insegnanti. Se tra genitori e insegnanti non si instaura un buon rapporto si rischia di avere diffidenza l'uno dell'altro e a farne le sperse sono solo i ragazzi. Altro punto caldo dell'autonomia è l'autonomia finanziaria, cioè la necessità che ogni scuola reperisca i fondi necessari per le attività scolastiche. Anche qui i genitori possono dare un contributo , innanzi tutto di idee, sfruttando per così dire, le proprie competenze lavorative; è necessario però anche un contributo economico che può essere volontario, ma in maniera generica o può essere richiesto in base a ciò che realmente occorre per realizzare quei progetti fatti insieme, stabilendo quote con bilanci e preventivi.

Questa seconda soluzione sarebbe la più auspicabile, anche se più impegnativa e, sotto certi aspetti, anche più delicata perché, stabilendo quote fisse, mette in condizione chi non può pagare di doverlo dire. In conclusione possiamo dire che l'autonomia è senz'altro uno strumento valido, ma solo se saremo tutti, genitori e docenti; disposti a venirci incontro con spirito di collaborazione e di stima reciproca.
 
   
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