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Atti dei convegni

 INFANZIA A RISCHIO
 IN FAMIGLIE SMARRITE:
 QUALE  SITUAZIONE?
 QUALE PREVENZIONE?

Presentazione
di Maria Porticelli

Piero Cenci
Procuratore, Tribunale
 per i Minori di Perugia

Francesca Barone
Docente di Bioetica

Don Antonio De Paolis
Sacerdote


 

 INFANZIA A RISCHIO
 IN FAMIGLIE SMARRITE:
 ALCUNE RISPOSTE

Presentazione
di Maria Porticelli

Mons. Carlo Rocchetta
Fondatore Centro
"Casa della Tenerezza"

Lia Trancanelli
Madre affidataria


 

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INFANZIA A RISCHIO IN FAMIGLIE SMARRITE:
ALCUNE RISPOSTE

LIA TRANCANELLI
Madre affidataria, "Le querce di Mamre", Cenerente (Perugia)

L’intervento di Lia Trancanelli è il racconto emozionante di una coniugalità veramente generativa, che, illuminata e fortificata da una Fede non comune, irradia i suoi effetti di vera Vita, andando anche oltre la morte del marito, che si è presentato al Padre celeste con l’umile e serena consapevolezza di aver speso bene i propri talenti, offrendo il sorriso ritrovato di tutti quei bambini che hanno trovato accoglienza nella sua casa.

La sua esperienza di mamma affidataria è iniziata subito dopo il matrimonio e dopo la nascita del primo figlio: In accordo con il marito e il figlio, fu presa la decisione di aprire la propria casa a bambini in situazioni di disagio profondo, provenienti da famiglie con problemi e patologie, sulla base di una motivazione -“per avere Dio in casa tutti i giorni”- che, nella semplicità delle parole, è testimonianza di Carità e di Fede profondamente vissute nel quotidiano.

I primi bambini a entrare nella sua casa sono stati due fratellini, maschio e femmina, di 4 e 5 anni, provenienti da una famiglia con dodici figli, tutti abbandonati a se stessi, tanto che i piccolini non erano nemmeno abituati a masticare, perché nessuno glielo aveva insegnato. Erano bambini che esprimevano tutto il loro grave disagio per lo stato di abbandono con manifestazioni di asocialità e, nella bambina, con crisi epilettiche, superate poi nel giro di tre anni.
Poi venne una bambina somala, poi un bambino Down: altri sei ne sono seguiti, e cinque ancora sono “in famiglia”; inoltre svariati bambini sono stati “in transito” per brevi periodi.

Le storie di tutti i figli adottivi di Lia Trancanelli, tutte diverse, perché ciascuno è stato accolto, amato ed educato per ciò che era, e “ha dato più di quanto abbia ricevuto”, hanno però un denominatore comune: l’esplicito riconoscimento che l’accoglienza non è facile, non mancano le sofferenze e le preoccupazioni, e solo l’affidarsi a Dio, come umili strumenti della sua paterna provvidenza consente di non perdere mai la fiducia e di proseguire nell’opera intrapresa e di riconoscere che i genitori affidatari hanno ricevuto dai bambini, in Grazia, più di quanto abbiano dato in impegno, sacrificio, carità e amore.

Lia Trancanelli non si stanca di ripetere che tutto ciò è stato possibile perché ci si è affidati con fiducia alla sequela di Cristo: L’aiuto ci viene dal Vangelo: come Gesù ha lavato i piedi ai discepoli, insegnando a farlo anche a noi, così l’amore va espresso con i fatti, e nella disposizione di ringraziamento al Signore. Ognuno di noi è chiamato a collaborare al progetto di Dio, mettendo i propri “cinque pani e due pesci”, su cui la potenza Divina può innestare i suoi frutti di Grazia.

Oggi la “casa” di Lia Trancanelli è una struttura allargata costituita da quattro nuclei familiari (due famiglie e due persone, una consacrata e una laica); una piccola comunità di accoglienza temporanea per minori e famiglie in gravi difficoltà, con sede a Cenerente, Perugia. Si chiama Le querce di Mamre, ed è retta, come Associazione ecclesiale, da un proprio statuto, che prevede, per esempio, la preghiera comunitaria (il Rosario quotidiano); la condivisione economica; il mantenimento di una casa sempre disponibile per accogliere famiglie in difficoltà gravi; accoglienza di ciascuno secondo il proprio ruolo o professione.

Continua ad accogliere, su segnalazione della Caritas o per provvedimento del tribunale per i minori, soprattutto bambini e madri in difficoltà, per brevi permanenze oppure per sempre, come è accaduto per cinque dei nove bambini direttamente in affido a Lia. L’affido familiare esprime grande capacità di dono e di gratuità; permette al minore di vivere due famiglie, una in crisi, cui si dà tempo per imparare la tenerezza, la genitorialità, affiancata dalla famiglia affidataria, che così sostiene sia il minore sia la famiglia d’origine.

Il rapporto che si instaura, pur potendo prolungarsi per anni, è temporaneo, e si sviluppa secondo un progetto sostenuto da un’équipe di operatori. L’affido è “un’avventura possibile”, stabilito dal Tribunale per i minori, ed è regolato da una specifica legislazione [vedi legge 184/1983 e legge 28 marzo 2000.]
 

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  PER SAPERNE DI PIU'
INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE
LA BIBBIA, Genesi,18, 1-33; Il Vangelo di Giovanni, 6, 1-15; 13, 1-20.
CARLONE U., Le strutture residenziali per minori: il quadro nazionale e quello umbro,
in QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA, Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione delle bambine e dei bambini, Guerra ed., Perugia 2001.
I servizi residenziali e semiresidenziali per minori, Indirizzi regionali per l’attuazione della legge 285/97 Estratto DCR n. 559 del 24/6/1998,
in QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA, Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione delle bambine e dei bambini, Guerra ed., Perugia 2001.
[il testo integrale è consultabile all’indirizzo www.regione.umbria.it/infanzia].

TABELLE STATISTICHE [fonte: QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA, Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione delle bambine e dei bambini, Guerra ed., Perugia 2001].
tab. 23: Minori presenti nelle strutture residenziali per motivo dell’inserimento, età: Umbria, 1999
tab. 29, 30, 31: Minori presenti nelle strutture residenziali per tipo di provvedimento dell’autorità giudiziaria per sesso, età, provenienza
.

LE TABELLE

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