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Redazione

Atti dei convegni

 INFANZIA A RISCHIO
 IN FAMIGLIE SMARRITE:
 QUALE  SITUAZIONE?
 QUALE PREVENZIONE?

Presentazione
di Maria Porticelli

Piero Cenci
Procuratore, Tribunale
 per i Minori di Perugia

Francesca Barone
Docente di Bioetica

Don Antonio De Paolis
Sacerdote


 

 INFANZIA A RISCHIO
 IN FAMIGLIE SMARRITE:
 ALCUNE RISPOSTE

Presentazione
di Maria Porticelli

Mons. Carlo Rocchetta
Fondatore Centro
"Casa della Tenerezza"

Lia Trancanelli
Madre affidataria


 

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INFANZIA A RISCHIO IN FAMIGLIE SMARRITE:
ALCUNE RISPOSTE

MARIA PORTICELLI
Presentazione delle conferenze

La seconda conferenza, come illustrato dalla professoressa Falcinelli, è stata caratterizzata dall’incontro con chi offre delle risposte nel quotidiano, con chi si confronta con il disagio lavorando con le persone che soffrono. Qualsiasi risposta, per essere vincente, deve muoversi in una logica comunitaria e deve recuperare quella capacità educativa, quell’attenzione ai più piccoli che gli adulti hanno smarrito. Occorre una grande attenzione educativa, che sappia recuperare i valori della persona, che la società consumistica ha smarrito, come evidenziato con forza da Don Antonio De Paolis. È necessario il riconoscimento del valore e della dignità di qualunque persona, è ciò richiede empatia, condivisione, testimonianza, offerta d’aiuto, costruzione di un contesto che possa sorreggere chi è nello smarrimento, con l’umiltà dell’educatore che sa proporre e non vuole imporre.



SCHEDA BIBLIOGRAFICA DI APPROFONDIMENTO


LA CRISI DELLA COPPIA


ANDOLFI MAURIZIO (a cura di), La crisi della coppia. Una prospettiva sistemico-relazionale, Raffaello Cortina editore, Milano, 1999.
Si tratta di una raccolta di saggi, a cura di Maurizio Andolfi, neuropsichiatria infantile, professore di psicodinamica dello Sviluppo e delle relazioni familiari, molto significativi per la comprensione della cornice storica, sociale e relazionale in cui prendono forma i nuovi, complessi sviluppi della coppia, sistema in crescente fragilità, segnato dal disagio relazionale in cui tutti viviamo.
I saggi hanno stili espositivi diversi che ben concorrono a rendere un quadro d’insieme evidenziandone la complessità.
Il volume è suddiviso in quattro parti:
I. Lo sviluppo del sistema coppia, in cui particolare interesse rivestono i saggi di:
D’ANGELO C., La scelta del partner.
SCABINI E., GRECO O., La transizione alla genitorialità.
II. La sessualità nella coppia, in cui si segnala:
VELLA G., SOLFAROLI CAMILLOCCI D., Sessualità e alleanza coniugale:
III. Crisi di coppia, quale terapia?, in cui si segnala:
RUBINSTEIN NABARRO N., IVANIR S., La terapia delle coppie di mezza età.
IV. Separazioni di coppia e nuove forme di famiglia, in cui si segnala un fondamentale saggio:
CIGOLI V., Il patto infranto, in cui si sottolinea, in prospettiva simbolico-relazionale, come i legami siano eterni, perché segnano indelebilmente la psiche dei coniugi. Nasce da qui la conflittualità “ontologica”, dal voler infrangere ciò che è profondamente significato dal “per sempre”.


SULLE TRACCE DEL PADRE

ANDOLFI M. (a cura di), Il padre ritrovato. Alla ricerca di nuove dimensioni paterne in una prospettiva sistemico-relazionale. Franco Angeli, Milano, 2001.
Perché, e dove, cercare nuove dimensioni della paternità? Il testo ci conduce sulle tracce del padre alle soglie del terzo Millennio, guidandoci su piste differenti, ma che concorrono, integrandosi e convergendo, a delineare la figura del padre come persona in relazione, caratterizzata dalla propria specificità genitoriale maschile. Il testo , che prende l’avvio da un Convegno di studio organizzato dall’Accademia di psicoterapia della famiglia a Roma nel maggio 1999, sul tema Il padre in una società in trasformazione, si raccomanda per la completezza tematica e per l’efficacia dell’impianto espositivo, che ha una valenza formativa e non solo informativa, completata da una interessante e fruibile Bibliografia ragionata.

Trenta autori “noti studiosi e terapeuti della famiglia si interrogano sulle trasformazioni del padre e della famiglia all’inizio del terzo Millennio, seguendo un itinerario assai variegato alla ricerca della dimensione paterna”(p.14), partendo da una considerazione: tutto il mondo dell’infanzia “ruota sulla dimensione del femminile (p.13), con grave scompenso nella importante dialettica e condivisione tra maschile e femminile, così fondamentale nella crescita equilibrata e nella formazione dell’identità del bambino”“Lo sbilanciamento numerico è presente nell’ambito pediatrico e tra gli psicologi clinici, in quello scolastico [dove si continua a definire “materna” quella che è la “scuola dell’infanzia”] e in tutti quei servizi di assistenza sociale, deputati al delicato compito di valutare le situazioni di affido, di adozione, di abuso infantile. […].

Per non parlare dei servizi di cura, che, definendosi materno-infantili non includono il paterno neppure nel titolo Per non parlare dei consultori familiari, in cui la parola famiglia potrebbe far immaginare una presenza paterna: purtroppo si dice che il padre è assente, troppo impegnato nel lavoro,disinteressato o dannoso: a ciò fa da contrasto una madre che è sempre presente, coinvolta, interessata, magari un po’ ansiosa, ma responsabile.[…] Ancor meno evidente è la sua presenza nella testa e nell’operato del sistema della giustizia, allorquando si devono prendere decisioni difficili come l’affidamento dei figli nel crescente numero di separazioni coniugali ostili.

Semmai di padre se ne parla e anche molto per quegli innumerevoli episodi di violenza da costui perpetrati nei confronti di figli incolpevoli. Di fatto il padre o è assente quando non dovrebbe esserlo, oppure è fin troppo presente in modo sbagliato e distruttivo all’interno della famiglia. (p.14) […]. A tutto ciò si aggiunga il fatto che le teorie prevalenti sullo sviluppo dell’età evolutiva, le teorie dell’attaccamento, oggi sempre più sviluppate, nonché le teorie psicoanalitiche descrivono il paterno e la sua funzione in modo in modo assai astratto, ma soprattutto non portano a prassi che includono il padre nell’unità di osservazione e di trattamento del bambino.[…].

La terapia infantile in senso lato trascura alla base la costruzione della relazione precoce padre-bambino e non la osserva neanche quando il bambino non è più nella prima infanzia.[…]. La domanda, duplice, è questa: Se così stanno le cose, e spesso così stanno, perché dover ricercare questo padre? e cosa fare per andare alla scoperta di una paternità positiva? (p. 14). Seguendo una prospettiva sistemico-relazionale, vengono esplorati nuovi modi di essere padri e vengono sottolineate risorse e sensibilità specifiche del maschile nella crescita dei figli, al di là dei pregiudizi e degli stereotipi sociali, che oscillano tra il vecchio modello dell’autoritarismo paterno privo di anima e il nuovo prototipo di mammo, che per accedere al mondo del figlio dovrebbe imitare il materno senza scoprire una sua propria identità”.(p. 14).

Il primo punto fermo è proprio questo: la funzione del padre ha una sua propria peculiarità “maschile”, e il disattenderla, per ignoranza o per ideologia, conduce i “padri sull’orlo di una crisi di nervi tra biberon e pannolini da cambiare”, come recita un titolo del quotidiano “La repubblica” del 22 marzo 2003. Il sottotitolo spiega efficacemente, anche se involontariamente, dove sta il problema: “così nasce il daddy-stress: troppo difficile calarsi nel ruolo”. La parola chiave è proprio quest’ultima, il ruolo. Dopo aver ingabbiato le madri nel ruolo, ora anche gli uomini avvertono l’insopportabile coercizione del ridurre la persona allo stereotipo del ruolo, gabbia deformante e livellante l’individualità personale e le relazioni che si instaurano all’interno della famiglia.

Il volume è suddiviso in quattro parti:
I.
Il padre in trasformazione, in cui si segnalano tre saggi fondamentali:
ANDOLFI M., Vuoti di padre (pp. 19-40, con Bibliografia).
QUILICI M., Separazione e affidamento: paternità negata? (pp. 58-79, con Bibliografia).
MEDINA CENTENO R., Contesti e condizioni della nuova paternità: alla ricerca dell’istinto paterno.
II. Il padre in situazioni problematiche, in cui si segnala:
FRANCESCATO D., Lavoratori stressati e padri inadeguati: come cambiare? (pp.125-144, con Bibliografia).
DE LEO G., PETRUCCELLI I., Il padre violento, (pp. 146-158, con Bibliografia).
III. Il padre in diversi contesti culturali.
IIII, Il padre nell’esperienza della psicoterapia.
DE BERNART R., Bibliografia ragionata sul padre (pp. 326-238)
 

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